Marielle Stella nasce nel 1967 a Chartres (FR), dove ha vissuto per 20 anni per poi trasferirsi in Sicilia, nel paese di origine dei suoi genitori.
Dopo questa parentesi Siciliana, nel 2011 sceglie come residenza il distretto laniero di Biella, il suggestivo borgo del Piazzo.
Fin dall’infanzia Marielle ha sempre avuto la passione per l’Arte e il restauro, dedicandosi a piccoli lavori manuali insieme a suo padre; i suoi posti preferiti erano, infatti, il falegname, il ferramenta e il calzolaio.
Nonostante questa sua grande passione non ha potuto frequentare l’Académie de Lyon sessione ebanista e restauro di mobili contemporanei e riproduzione di mobili antichi , a causa della distanza logistica da casa propria.
Solo in età adulta, pertanto, si è potuta riavvicinare alle sue passioni.
Una prima esperienza l’ha fatta come vice presidente di una cooperativa che riproduceva “copie d’anciènne”, una tradizione Centuripina che risale alla seconda metà del IV secolo a.C.
Nel maggio del 2000 ha avuto un grave incidente d’auto che cambiò per sempre il suo destino e dopo 2 anni, nel 2002 , una mattina fu immobilizzata da un dolore lacerante alla schiena; iniziò cosi un tortuoso percorso clinico, con il rischio di una paralisi totale degli arti inferiori. Per il peggiorare della situazione rimaneva una sola soluzione, l’intervento chirurgico a cui si sottopose nel 2003 (intervento chirurgico per erniectomia L5-S1). In seguito all’anestesia ha avuto un malessere generale post operatorio che le ha scatenato diversi sintomi quali: astenia, tachicardia, vertigini, incoordinamento motorio, crisi respiratorie in presenza di detergenti e profumi. In seguito, ricorrenti crisi lipotimiche e persistenza dei disturbi sensitivi e motori arto superiore dx ed arto inferiore sn. Allergie ed intolleranze a farmaci, alimenti e additivi.
Passano tre lunghissimi anni a cercare di capire perché il suo corpo rifiutava tutti i farmaci, gli odori, gli alimenti e tutto ciò che derivava da sintesi chimiche.
Nel 2007 Marielle trova la forza di rimettersi in gioco, capisce che doveva “cambiare” le sue priorità e che solo riavvicinandosi alle sue passioni poteva veramente iniziare a stare “Bene”.
Nel 2007 si iscrive, quindi, all’Accademia Euromediteraneo (Harim) sezione Gioielli a Catania.
Nel 2009 partecipa al “MadeinMedi” presentando la collezione intitolata “Madre Terra”; nello stesso anno frequenta un corso per mosaicisti a Ravenna che avrà un’influenza sulla nuova collezione di gioielli che ripercorre la storia del mosaico.
Nel 2009-2010 completa gli studi di Jewellery e frequenta anche l‘Accademia Abadir (Ct) scegliendo di approfondire e acquisire le tecniche della Scultura e dello Sbalzo.
In quanto artista eclettica ha inoltre conseguito:

  • Corso di Arte Musiva (Ra): Tecniche Ravennata
  • Corso Fusione in osso di seppia (Pa): Tecnica di fusione in osso di seppia dei metalli, una antica tecnica utilizzata per realizzare gioielli senza l’utilizzo di macchinari.
  • Corso modellazione scultura in cera persa (Ct): Tecnica della fusione a cera persa (Bronzo)
  • Corso Design Style (To)
  • Corso di modellazione Rhinoceros 3D (Mi)
  • Corso di AutoCAD 3D (Bi)
  • Corso di Interior Design Università UPB (Bi)
  • Corso di Mosaico Contemporaneo (Tr)
  • Corso di Mosaico Industriale (Tr)
  • Corso di Mosaico Acciottolato (Tr).

Le esperienze della sua vita le hanno insegnato che niente deve essere dato per scontato e che non si può mai sapere cosa la vita ci riserva.
Nel 2011, infatti, mentre si trova a correre per non perdere il treno che l’avrebbe riportata a casa, presso Porta Nuova (To), all’improvviso viene colta da un dolore fortissimo alla testa che blocca la sua corsa.
Da quel preciso momento Marielle viene nuovamente risucchiata da quel vortice che si chiama “MALATTIA”, una malattia che ancora non ha un’identità ne tantomeno un nome.
La “conferma” ufficiale arriva nel mese di Marzo del 2012 con la seguente diagnosi: Mercurialismo, allergie a farmaci, alimenti e inalanti, stress ossidativo, Patologie Ambientali(TILT).
Tutto ciò non l’ha fermata, anzi proprio le sue condizioni di salute, insieme alla sua forza di volontà, sono state d’ispirazione per lo sviluppo di un grande progetto di vita; un progetto che unisce la sua passione per l’Arte alla passione per la vita, dove il “benessere” psicofisico è il protagonista assoluto.
La Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una patologia cronica multisistemica, che comporta una reazione immunitaria dell’organismo quando sia esposto a specifiche sostanze chimiche ad ampio spettro, presenti normalmente nell’ambiente in cui il soggetto vive, nei detergenti, nei materiali di costruzione ecc…, causando l’insorgenza di sintomi diversi anche se in concentrazione inferiore a quelle considerate pericolose e di solito ben tollerate dalla maggior parte delle persone.
Vista l’impossibilità di eliminare tali sostanze dall’ambiente, i sintomi tendono a cronicizzarsi e peggiorare nel tempo, potendo sfociare in patologie conclamate anche gravi. Le manifestazioni sono spesso di tale intensità da peggiorare sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre, infatti l’organismo sviluppa l’incapacità di tollerare anche minime concentrazioni di tali agenti chimici e inquinanti.
Considerando tutte le difficoltà nel non poter lavorare e muoversi con serenità ha deciso di acquistare un immobile nel Centro storico di Biella e di ristrutturalo secondo i criteri dell’architettura eco-sostenibile. Questa esperienza è stata vissuta come una possibile rinascita, un progetto che vuole creare un modello abitativo di casa “sana e terapeutica” che ha come input la speranza di un futuro dove le case non devono essere delle vere e proprie bombe chimiche.
“Oggi va di moda il termine “bio-architettura”, un settore in cui partendo da parametri scientificamente riconosciuti, si fa tanta speculazione sulla base di valutazioni distorte. Una buona architettura eco-sostenibile sta soprattutto nella selezione dei materiali. Anche un semplice lamellare per i pazienti di MCS può essere problematico per l’impiego della colla. La sua casa doveva necessariamente accordarsi con le sue esigenze lavorative.
Sogna una casa che le consenta di lavorare in piena armonia e di andare avanti, malgrado le avversità della vita; esigenze che influenzano anche la scelta di risiedere in un centro abitato e non in luoghi remoti ed isolati (soluzione che invece qualche associazione vorrebbe proporre, con l’obiettivo di ghettizzare i soggetti con MCS), rendendo così la sua abitazione in Italia un modello unico di casa “Sana e Terapeutica.”
Nel 2013 inizia cosi questa grande “Sfida” con l’acquisto della sua casa e oggi più che mai, grazie alle sue ricerche comprovate dalla sua esperienza e reazione diretta, Marielle è riuscita ad intravedere una via d’uscita, utilizzando le sue conoscenze per “creare” uno strumento di prevenzione e aiuto alle molte persone ormai sempre più intolleranti e allergiche, non solo a cibi e sostanze inalanti ma anche a materiali di costruzione e non.
Questi gravi malesseri, inspiegabili dalla medicina allopatica, l’hanno “costretta” a cercare una “spiegazione” a ciò che i pochi medici che se ne occupano considerano una situazione invalidante e irreversibile. Ha iniziato così un intenso lavoro di ricerca sui sistemi biochimici che regolano il nostro corpo, ma soprattutto ha preso coscienza dei pericoli a cui la nostra società, vaccinata, industrializzata e cronicamente ammalata è esposta giornalmente.
Una vita quindi fatta di ricerca personale amplificata da eventi contingenti che l’ hanno portata a vivere sulla sua persona ciò che viene spesso descritto sui testi di eco sostenibilità ambientale (Sick building syndrome – SBS, la Sindrome dell’edificio malato), e ad essere una “certificazione di qualità ambientale” vivente; riprendendo una vita qualitativamente buona, seppur non al cento per cento la vita di prima.
Ogni individuo reagisce in modo diverso per cui non si può generalizzare ma bisogna accettare i limiti che la malattia impone e cercare dentro di noi il giusto equilibrio.
Chi soffre di questa malattia lo avverte prima, perché sono delle persone che sono più sensibili, ma quello che fa male a loro fa male a tutti.
La sua patologia vive accanto a lei, non può essere altrimenti. Quello che la spinge a vivere è portare avanti le proprie passioni e tutti i sogni, custoditi gelosamente nel cassetto. Bisogna lottare, andare avanti, la vita prosegue ed è la cosa piu’ preziosa che abbiamo in assoluto.
Oggi Marielle è una donna che ha fatto dell’Arte la sua ragione di vita, dedicandosi a tempo pieno alle sue opere.

La felicità non è un grande diamante, è un mosaico di piccole pietre armoniosamente allineate.
(Alphonse Karr)